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La promessa di matrimonio si fa in comune

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La promessa di matrimonio si fa in comune dove hanno la residenza i futuri sposi, ed è una libera dichiarazione in cui ci si impegna reciprocamente a diventare marito e moglie, ma non è un obbligo a contrarre matrimonio.

promessa di matrimonio in comune

I fidanzati devono recarsi in Comune (se residenti in Comuni diversi se ne può scegliere uno qualsiasi) con 2 marche da bollo da 14,62 € e dichiarare, di fronte ad un Ufficiale di Stato Civile, di volersi sposare. Dopo la promessa, nel Comune (o nei Comuni) di residenza degli sposi vengono affisse le pubblicazioni con nome, cognome, residenza degli sposi e luogo dove verrà celebrato il matrimonio.

Le pubblicazioni devono restare affisse almeno per 8 giorni, comprendenti due domeniche successive. Trascorso questo periodo si avranno 180 giorni di tempo per contrarre matrimonio, altrimenti il procedimento andrà ripetuto dall’inizio.

Per tradizione, l’annuncio di fidanzamento veniva fatto nel corso di un ricevimento organizzato dalla famiglia della sposa e curato in modo particolare dalla madre di lei, mentre l’annuncio vero e proprio veniva fatto dal padre.
Il ricevimento era l’occasione per donare l’anello di fidanzamento da parte del futuro sposo, che in quel momento diventava il fidanzato ufficiale.

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L’anello di fidanzamento era ricambiato dalla fidanzata con un regalo di valore equivalente, come ad esempio un orologio d’oro. La società odierna è invece più volta alla informalità e alla snellezza per cui alcune tradizioni e regole dettate dal galateo, quindi in passato necessarie, possono essere trasgredite senza creare grossi problemi.
Oggi, infatti, le famiglie sono quasi sempre a conoscenza della frequentazione, dei sentimenti e delle intenzioni dei rispettivi figli e non occorrono quindi discorsi formali ed ufficiali per annunciare la promessa di matrimonio.

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Una volta stabilite le nozze nel seno familiare, è necessario che le famiglie si conoscano e, anche se si conoscono già, il galateo del matrimonio vuole che si celebri l’avvenimento con un pranzo intimo, al quale invitare al massimo qualche altro parente o amico strettissimo.

Tradizione vuole che il pranzo sia tenuto dalla famiglia dello sposo. La mattina del pranzo il fidanzato invierà alla promessa sposa un mazzo di fiori bianchi. A tavola il posto d’onore spetta ai fidanzati, che avranno di fronte a loro i genitori di lei, mentre questi ultimi siederanno con, rispettivamente alla destra e alla sinistra, i genitori del futuro sposo. In questa occasione lui le donerà l’anello di fidanzamento.

Alla fine del pranzo si farà un brindisi di augurio alla nuova coppia di sposi. Secondo la tradizione, i genitori di lui regalano un oggetto d’oro alla futura nuora, che auspicabilmente è un gioiello di famiglia, con tutti i significati affettivi e simbolici ad esso legati. Se i genitori del fidanzato o della fidanzata sono divorziati, la formula della presentazione varia a seconda dei rapporti tra gli ex coniugi.

Nel caso in cui questi abbiano mantenuto un rapporto sereno e di amicizia, potranno trovarsi insieme per l’occasione. In caso contrario, sarà meglio invitarli separatamente ripetendo l’incontro. Se i genitori divorziati hanno nel frattempo in corso altri rapporti consolidati e accettati a tutti gli effetti dai figli. Il pranzo potrà includere l’attuale compagno o compagna. In generale, poiché si ha a che fare con la sfera delle emozioni, l’importante è sempre mantenere in ogni scelta delicatezza e tatto, rispettando pienamente sentimenti e sensibilità di tutte le persone coinvolte.

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sposiamocirisparmiando.com@gmail.com

Blogger e sposa toscana, amante dei matrimoni e di tutte le forme d'arte. Quella del risparmio l'ho appresa dalla mitica nonna Solidea, classe 1908, ed è per questo che adoro il vintage: perché sono una nostalgica dei bei tempi andati. Quelli dove l'eleganza, la galanteria e l'educazione erano ancora un "must".

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