Un giorno a Takayama: tra Onsen e tradizione

Takayama (ovvero: “Città sull’alta montagna”) è la seconda tappa della nostra luna di miele in Giappone alla ricerca della tradizione vera nipponica.

luna di miele a Takayama

Tant’è tradizionale questa città che è anche scelta come località termale e turistica dagli stessi giapponesi… Ma andiamo per gradi:

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dopo Tokyo, l’itinerario della nostra luna di miele in Giappone – confezionatoci dall’Italia dall’agenzia viaggi – prevede l’arrivo a Takayama utilizzando il Japan Rail Pass. La guida che ci ha inviato l’agenzia suggerisce di prendere lo shinkansen Hiraki o Kodoma (bada bene, non il Nozomi) che arriva fino a Nagoya. A Nagoya, poi, si deve cambiare treno per salire sul JR Limited Express Hida Wideview, che impiega circa 2 ore e mezza ad arrivare a Takayama.

Per quanto riguarda i treni giapponesi, famosi in tutto il mondo per l’alta velocità, quello che mi ha particolarmente colpito non riguarda tanto questa peculiarità, bensì:
shinkansen Tokyo
1. le addette alle pulizie dalle divise rosa: entrano ogni volta che lo shinkansen arriva in stazione e cambiano perfino l’asciugamano posizionato sulla testa delle sedute. In seguito al loro intervento, l’avvenuta e totale pulizia degli interni viene segnalata da appositi sensori luminosi posizionati vicino alle porte d’entrata, tramite i quali i viaggiatori capiscono che adesso possono accedere all’interno del convoglio… ovviamente  mantenendo sempre la fila e la direzione di marcia. addetta alle pulizie dello shinkansen a Tokyo

2. L’inchino ai viaggiatori che i controllori fanno ogni qual volta entrano ed escono dalle carrozze per la supervisione dei biglietti.

controllori shinkansen a Tokyo

3. L’ekiben (“il pranzo della stazione”): un particolare tipo di bentō che viene venduto in Giappone sui treni e in diversi punti vendita presenti nelle stazioni ferroviarie con treni a lunga percorrenza. Sono forniti di bacchette monouso necessarie per consumare il cibo e sono costituiti da prodotti culinari preparati con grande cura per “viaggiatori di corsa”. Non come da noi, che sono solo “paninacci” scarni e poco simpatici, gli ekiben invece sono una leccornia rappresentativa della cucina regionale e della cultura del luogo in cui ci si trova. ekiben

I prezzi variano da 300 yen (2.10 euro al cambio attuale) per uno piccolo, ad oltre 3.000 yen (21 euro) per ekiben elaborati ma la maggior parte si attesta tra i 700 ed i 1.200 yen, cioè tra 5 ed 8,50 euro.

Arrivati a Takayama dopo un comodo e piacevole viaggio a bordo dei treni giapponesi, troviamo ad attenderci il comitato d’accoglienza dell’hotel Honjin Hiranoya Annex, con tanto di striscione e rullo di tamburi.  Quale miglior posto se non Takayama per riposare in un tipico albergo in stile giapponese!

In caso stessi organizzando un viaggio a Takayama, queste le offerte di hotel disponibili adesso su Booking 😉

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riokan Honjin Hiranoya Annex di Takayamariokan Honjin Hiranoya Annex di Takayamatimbri ryokan Takayamariokan Honjin Hiranoya Annex di Takayamaletture giapponesi al riokan Honjin Hiranoya Annex di Takayama Questa la nostra stanza a ridosso del fiume che attraversa la città. Qui si può mangiare tranquillamente in camera e, quando arriva la sera, due inservienti, spostando il tavolo e tirando fuori i futon dagli armadi, la trasformano in un batter d’occhio in una zona dove dormire. I futon sono molto comodi e riposanti; non posso dire lo stesso invece per la camera senza sedute “alla occidentale”: sedere sul pavimento, anche a gambe incrociate, è un’esperienza difficile per i nostri corpi di razza “caucasica”, abituati come sono alle sedie.

camera riokan Honjin Hiranoya Annex di Takayama

Un video pubblicato da Rebecca (@lasposaoculata) in data:

Ad attenderci direttamente in stanza troviamo: utili cadeaux (i regali in Giappone sono una costante), leccornie dolci e salate, un paio di ciabatte per la camera, il bagno e il balcone… 

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Una foto pubblicata da Rebecca (@lasposaoculata) in data:

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e anche una cameriera a nostra totale disposizione, il cui nome, che non ricordo, tradotto significa “Inverno”.

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Dopo aver goduto di un po’ di riposo per riprenderci dal lungo viaggio, prima che faccia sera, decidiamo di esplorare Takayama. Un rapido giro per le vie che conservano ancora il fascino antico e le straordinarie testimonianze dell’arte carpentiera (un giorno è abbastanza per visitare tutta la città). Si ritiene infatti che i falegnami di Takayama abbiano lavorato alla realizzazione del Palazzo Imperiale di Kyoto e di molti dei templi di Kyoto e Nara.

Circondata dallo splendido scenario delle Alpi giapponesi, Takayama è caratterizzata da case dai tetti spioventi in legno, da locande storiche e da birrerie di sake secolari che si sono conservate perfettamente… proprio quella tradizionalità tipica nipponica che andavo cercando nella mia  luna di miele in Giappone!

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takayamatakayamatakayamakimonogiapponesi in yukata a Takayamalocanda a Takayamanegozio a TakayamatakayamatakayamaViaggio di nozze in Giappone: TakayamaViaggio di nozze in Giappone: TakayamaViaggio di nozze in Giappone: Takayamastatua del samurai a Takayamalanterne a Takayamaombrellino parasole a Takayama

reportage viaggio a Takayama, GiapponeTempio a TakayamaTempio a Takayamastatua a Takayama

TAKAYAMA JINYA

Dopo aver girato un po’, abbiamo consultato la mappa con le “attrazioni” che il luogo ha da offrire e tra le quali abbiamo scelto di “fare la conoscenza approfondita” di Takayama Jinya: l’unico edificio di questo genere che si è conservato in tutto il Giappone.

Takayama Jinya fu una delle residenze del Signor Kanamori, del Castello di Takayama. Dopo che il lignaggio dei Kanamori fu trasferito ad un altro feudo, l’edificio passò sotto il controllo diretto dello shogunato Tokugawa e i governatori distrettuali lo utilizzarono come ufficio dal quale governare Hida.

Conosciuto allora con il nome di Takayama Jinya, era da qui che venivano emesse le dichiarazioni ufficiali ed era qui che venivano riscosse le tasse. Con l’avvento dell’era Meiji (1868-1912) l’edificio venne utilizzato come ufficio locale per la prefettura, il distretto e la regione: questo il reportage che gli ho dedicato.
Takayama JinyaTakayama JinyaTakayama JinyaTakayama JinyaTakayama Jinyainterno Takayama Jinyainterno Takayama Jinyainterno Takayama Jinyainterno Takayama Jinya

portantina in Takayama Jinya
Portantina

tetto Takayama Jinya

strumenti di tortura giapponese in Takayama Jinya
Strumenti di tortura e portantina per i progionieri

strumento di tortura giapponese in Takayama Jinyainterni di Takayama Jinyapavimento tatami di Takayama Jinyagiardini di Takayama Jinyafontana giardini di Takayama Jinyatakayama-53_opt

sezione tetto di Takayama Jinya
sezione di un tetto dell’epoca

Finita la nostra gita al Takayama Jinya, ritorniamo in hotel per vestire i comodi yukata in dotazione – la versione estiva e più informale del kimono – e godere di una tipica cena tradizionale giapponese in camera.

Una foto pubblicata da Rebecca (@lasposaoculata) in data:


yukata in dotazione riokan a Takayamacena in ryokan a Takayamacena in ryokan a Takayama

Poi tutti a letto!pigiama in dotazione riokan a Takayama

Domattina sveglia alle 5 per un rigenerante e rilassante bagno nella vasca termale dell’onsen del ryokan Honjin Hiranoya Annex (apertura: 5.00/9:00/ am – 3:00/12:00 pm). A seguire una tipica colazione nipponica a base di pesce con tutta la dovuta calma, perché il bus per il villaggio di Shirakawa go, prossimo punto di arrivo del nostro itinerario, ci aspetta alle 12:50.onsen del ryokan Honjin Hiranoya Annex di Takayama

Sulla mia luna di miele in Giappone ho fatto anche i video che pubblicherò a breve. Per non perderteli iscriviti al mio canale youtube dal pulsante sottostante 😉

Continua la lettura! Ci sono ancora un sacco di post sul blog che potrebbero interessarti ;)

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Rebecca Riparbelli

About Rebecca Riparbelli

Blogger e sposa toscana amante dei matrimoni e di tutte le forme d'arte. Quella del risparmio l'ho appresa dalla mitica nonna Solidea, classe 1908. Adoro il vintage, perché sono una nostalgica dei bei tempi andati, ovvero quelli dove l'eleganza, la galanteria e l'educazione erano ancora un "must".

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