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Viaggio a Kyoto: il racconto della nostra luna di miele in Giappone continua

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Kyoto: visita guidata di un giorno al padiglione d’oro, al Palazzo Imperiale, al Tempio Ryōan-ji, al Santuario di Heian Jingu, al Tempio di Sanjusangendo e al Tempio di Kiyomizu

Stazione di Kyoto

Stazione di Kyoto

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Partiti da Kanazawa, dopo due ore di viaggio con lo shinkansen arriviamo a Kyoto. L’hotel è proprio dietro la stazione … peccato che, appena scesi dal treno, quella che ci si profila davanti agli occhi è una mega costruzione (ho scoperto poi che è una delle più grandi stazioni del Giappone)! Talmente grande che non sappiamo come arrivare dall’altra parte dove, appunto, si trova l’uscita che ci porterà al New Miyako Hotel. L’Agenzia non ci ha dato alcuna direttiva in merito e nemmeno ci ha avvisati sulla maestosità della struttura, ma ci ha solo consegnato una – a questo punto- incomprensibile mappa. Mannaggia! Dopo un’ora riusciamo a imboccare l’uscita e a raggiungere il nostro hotel, evviva!

Stanchissimi ma pur sempre emozionati, ceniamo al Kyoyamatoya: il centenario ristorante giapponese del New Miyako Hotel. Un po’ costosetto ma essendo degli amanti della cucina nipponica, desiderosi da tempo d’immergersi nella vera tradizione culinaria di Kyoto, non potevano esimerci dal regalarsi questa esperienza: quando ci ricapita!

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L’indomani mattina, alle 8:35, ci facciamo trovare pronti per la visita guidata alle meraviglie architettoniche di Kyoto. Ti dico la verità, Kyoto mi ha un po’ delusa, me la immaginavo più caratteristica e invece è equiparabile alle nostre città turistiche italiane: piena di negozi di souvenirs e turisti made in China; anche un po’ sporca (forse per colpa dei turisti internazionali indisciplinati) se messa a confronto con le città che abbiamo visitato fino ad ora; e con una qualità dei ristoranti e di street food sicuramente inferiore a quella che abbiamo trovato a Tokyo. La guida poi ci informerà che quello di Agosto è il periodo di bassa stagione… Oh my God! Dall’andirivieni di così tante persone non l’avrei mai detto! …Non oso pensare che stuolo di gente ci sia qui nel periodo della fioritura dei ciliegi.

Ma visto che è la Capitale del Giappone e che è stata quasi interamente risparmiata dalla seconda guerra mondiale diventando il più grande reliquiario della cultura giapponese, non potevamo escluderla nel nostro itinerario. Comunque, ecco cosa abbiamo visto a Kyoto in un giorno (anche se non ricordo se proprio in quest’ordine):

IL PADIGLIONE D’ORO (45 min.)

Una delle tante particolarità del Giappone è che ogni professione ha una sua divisa: questa è quella dei giardinieri che curano il bellissimo parco intorno al padiglione d’oro. Anche qui, a causa del gran numero di visitatori, è stato difficile ammirare e fotografare in santa pace le meraviglie di questo luogo, essendo il padiglione d’oro uno degli edifici più popolari di tutto il Giappone.

padiglione d'oro kyoto giardino padiglione d'oro kyoto giardino padiglione d'oro kyoto giardino padiglione d'oro kyoto kyoto 59_optIl nome del tempio deriva dalla foglia d’oro con cui è ricoperto: l’oro ha infatti un forte valore simbolico di purificazione da ogni tipo di inquinamento o pensiero negativo. Questi gli unici scatti apprezzabili senza che la testa di qualche altro “viandante” invadesse l’inquadratura. Ovviamente, anche il padiglione d’oro è stato inserito tra i beni culturali sotto tutela nazionale e, insieme agli altri monumenti di Kyoto, rientra nel patrimonio Unesco.padiglione d'oro kyoto padiglione d'oro kyotomonte koya 57_opt monte koya 58_optpadiglione oro kyoto_opt kyoto 60_opt

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PALAZZO IMPERIALE DI KYOTO (40 min.)

Il Palazzo imperiale di Kyōto è stata la residenza ufficiale dell’Imperatore del Giappone fino al 1868 e da allora è la sua dimora secondaria. Infatti, con il rinnovamento Meiji, la capitale fu spostata a Tokyo e l’imperatore trasferì la propria sede ufficiale prima nel castello di Edo e poi nel Palazzo imperiale di Tokyo. Oggi, all’interno dell’edificio, dimora la Kunai-chō, l’agenzia che si occupa di gestire le proprietà e le cerimonie della famiglia imperiale giapponese; visto che, in determinati momenti dell’anno, il palazzo viene ancora utilizzato per celebrare particolari eventi.

Palazzo imperiale di KyōtoPalazzo imperiale di KyōtoPorta Palazzo imperiale di Kyōto Porta Palazzo imperiale di Kyōtoparticolare Palazzo imperiale di Kyōtopalazzo imperiale di kyotoIl palazzo si trova all’interno di un delizioso e grande parco pubblico.giardino palazzo imperiale di kyoto giardino palazzo imperiale di kyoto giardino palazzo imperiale di kyoto particolare giardino palazzo imperiale di kyoto laghetto giardino palazzo imperiale di kyoto

Ryōan-ji

ll giardino più noto di Kyoto è quello Zen del Tempio Ryōan-ji (conosciuto anche come “Tempio del Drago Pacifico”) dove, in uno spazio di soli trecento metri quadrati, è racchiuso un paesaggio formato da ghiaia candida “pettinata” su cui sono posate quindici pietre di varia forma. Sorge a circa un chilometro dal famoso tempio d’oro ed era destinato ad accogliere le sepolture imperiali.

Tempio Ryōan-ji Tempio Ryōan-ji Tempio Ryōan-ji

Il giardino, detto kare sansui (“giardino secco”) rappresenta, secondo alcuni, la superficie del mare costellata di isole, oppure una distesa di nuvole o di nebbia dalla quale spuntano delle montagne. La superficie della ghiaia è periodicamente rastrellata e quindi percorsa da linee parallele dritte o curve che rendono l’insieme particolarmente equilibrato, oltre a dare il senso dell’impermanenza.

Quindi non è un’opera d’arte fissa ma mutevole, così come è mutevole la realtà. Le quindici pietre sono posizionate in modo che da qualsiasi punto si guardi il giardino non si possano vedere tutte, a simboleggiare il fatto che la realtà, per quanto la si scruti, rimane sempre in parte nascosta. Secondo la religione buddista, solo chi raggiunge l’illuminazione può riuscire in questa “impresa” 😉

giardino secco Tempio Ryōan-ji

SANTUARIO DI HELAN JINGU (25 min.)

Il santuario Heian è un santuario shintoista. Il torii dell’entrata principale è il più grande di tutto il Giappone e l’edificio principale, lo shaden, è una riproduzione del palazzo imperiale di Kyoto.

santuario Heian Kyotosantuario Heian Kyoto

Ogni anno il Santuario Heian è la tappa finale del Jidai Matsuri, uno dei più importanti festival storici di Kyoto. La processione parte dal vecchio palazzo imperiale e consiste nel trasporto fino al santuario di due figure molto importanti per la città: i due imperatori che hanno contribuito a cambiare il volto non solo di Kyoto ma anche dell’intero Giappone.  Infatti, l‘imperatore Kammu operò affinché la capitale diventasse sempre più moderna e sviluppata, e l’imperatore Komei ne concluse l’opera.

festival santuario Heian Kyoto

Quando in Giappone si entra in un edificio sacro o si inizia un’importante cerimonia, è tradizione purificare le mani con l’acqua. Ecco perché, in ogni tempio, è consuetudine trovare una fontana come questa, dove compiere il seguente gesto rituale: prima la mano destra, poi la sinistra ed infine la bocca, ricordandosi di espellere l’acqua nella bacinella accanto e di sciacquare il mestolo.

fontana santuario Heian Kyoto fontana santuario Heian Kyoto santuario Heian Kyoto Dopo la purificazione delle mani, si accede alla struttura con un inchino.santuario Heian Kyoto porta santuario Heian Kyoto

La facciata esterna dell’edificio sacro è realizzata nel classico stile architettonico tipico dei palazzi imperiali dell’undicesimo e dodicesimo secolo e seduce per la maestosità delle sue costruzioni rosse e bianche, colori presi in prestito dal buddismo cinese.

porta santuario Heian Kyoto porta santuario Heian Kyoto santuario Heian Kyotosantuario Heian Kyoto santuario Heian Kyoto santuario Heian Kyoto santuario Heian Kyoto santuario Heian Kyoto santuario Heian Kyoto santuario Heian Kyoto santuario Heian Kyoto monaca santuario Heian Kyoto

TEMPIO DI SANJUSANGENDO (30 min.)

Non ho trovato foto… boh. Non ricordo. Forse era vietato fare fotografie. Comunque è famoso per le sue 1001 statue della divinità buddhista Kannon.

TEMPIO DI KIYOMIZU (70 min.)

Per arrivare al Tempio di Kiyomizu, prima si deve attraversare una stradina costeggiata da molte bancarelle. Qui si vende un po’ di tutto per accontentare i numerosi turisti che si recano a quello che è considerato uno dei più antichi monumenti della città di Kyoto. Una particolare menzione meritano le mise che sfoggiano orgogliose le giovani ragazze asiatiche (ancora non mi è chiaro se siano giapponesi o cinesi) in visita al Tempio e che nulla hanno da invidiare agli importanti street style occidentali, anzi: scorri la gallery 😉

operai al Tempio di Kiyomizu, Kyoto

La divisa dei muratori

Forse giungono qui, così eleganti, attirate dall’esperienza di camminare ad occhi chiusi sulle, cosiddette, “pietre dell’amore” del santuario Jishu: difatti, secondo la leggenda, chi, tenendo gli occhi chiusi riesce a raggiungere l’altra pietra posta a una distanza di 6 metri, avrà fortuna in amore.yukata Tempio di Kiyomizu, KyotoTempio di Kiyomizu, Kyoto particolare Tempio di Kiyomizu, Kyoto giovani con yukata al Tempio di Kiyomizu, Kyoto giovani con yukata al Tempio di Kiyomizu, Kyoto Tempio di Kiyomizu, Kyoto Tempio di Kiyomizu, Kyoto Tempio di Kiyomizu, Kyoto Tempio di Kiyomizu, KyotoLa sala principale del Tempio di Kiyomizu è dedicata a Kannon: la dea buddista della compassione. È dotata di una grande veranda sostenuta da ben 139 alti pilastri posti a strapiombo sul fianco della collina, dalla quale si gode una vista spettacolare sulla città.

La particolarità di questa veranda sta nel fatto che è stata realizzata senza utilizzare nemmeno un chiodo e il pavimento è stato installato con oltre 410 tavole di cipresso. Le ampie sale sono state concepite proprio per accogliere i numerosi pellegrini.
sala principale del Tempio di Kiyomizu Kyoto

Sotto alla sala principale si trova la cascata Otowa (che io però non sono riuscita a fotografare), composta da tre canali d’acqua che confluiscono in uno stagno. Si pensa che quest’acqua abbia la proprietà di esaudire i desideri: ad ogni corso d’acqua è associata una virtù, rispettivamente salute, longevità e saggezza. Tradizionalmente si dovrebbe bere da solo due di essi: bere da tutti e tre è infatti rivelatore di una persona avida e quindi può portare sfortuna. È ora di andare: ci accomiatiamo dalla guida e corriamo alla cerimonia del tè!

VESTIZIONE KIMONO E CERIMONIA DEL TÈ

Kyoto

Quella casetta piccina di legno che vedi strizzata tra due edifici molto più alti di lei è una tipica casa da tè giapponese. È infatti a Kyoto che abbiamo prenotato, direttamente dall’Italia, una sessione di vestizione del kimono e una lezione su come si prepara e si beve correttamente il matcha, che si terranno entrambi in questa onirica costruzione.

tipica casa da tè giapponese a Kyoto

Davanti, un locale frequentato esclusivamente da salaryman.

kyoto 36_opt

Ho filmato tutto, questo il video.

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Kyoto è famosa anche per Gion, meglio conosciuto come “il quartiere delle geishe”, situato nella parte est della città. Difatti, nonostante negli ultimi anni la figura della geisha in Giappone sia diventata sempre più rara, nel quartiere di Gion le geiko offrono ancora oggi i loro spettacoli d’intrattenimento, contribuendo a garantire il suo fascino storico. Peccato che non siamo riusciti a vederne nemmeno una, anche se avevamo azzeccato l’orario giusto… allora abbiamo ripiegato su una foto “a pagamento” con una maiko (un’apprendista geisha).geisha_opt

Dopo la foto con la Maiko, non potevamo farci mancare una puntatina al museo del manga di Kyoto. Suddiviso in varie sezioni si trovano circa 50.000 manga raccolti a partire dal 1970 (se ne trova uno anche dedicato ai fumetti internazionali, con una piccola rappresentanza italiana). I fumetti sono suddivisi per genere e possono essere presi e letti liberamente nelle sale dedicate alla lettura o all’esterno nel giardino.

museo del manga di Kyoto

La sala principale è riservata all’esposizione permanente “What is Manga?”, in cui si cerca di ripercorrerne la storia e l’evoluzione nel tempo… molto interessante per chi come me è appassionata di queste cose. Come ricordo di questo luogo ci siamo fatti realizzare la nostra caricatura in versione anime ^_^

Viaggio di nozze a Kyoto

Successivamente alla cena, siamo tornati alla stazione di Kyoto in perlustrazione. Al suo interno: bagni pubblici pulitissimi, nessun barbone e tanti negozi e locali molto fashion che ci hanno dato l’impressione di non essere all’interno di una stazione, bensì di un grandissimo centro commerciale.  E con questo si conclude anche la nostra visita a Kyoto, prossima meta: il Monte Koya, che ci incuriosisce non poco 🙂

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Autrice del blog, wedding blogger e sposa toscana amante dei matrimoni e di tutte le forme d'arte. Quella del risparmio l'ho appresa dalla mitica nonna Solidea, classe 1908. Ed è per questo che adoro il vintage, perché sono una nostalgica dei "bei tempi andati". Quei tempi cioè dove l'eleganza, la galanteria, la cultura e i valori veri come la sostenibilità e la condivisione erano ancora un "must".

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2 COMMENTI
  • Avatar
    Giulia M. 13 Febbraio 2018

    Anche Kyoto è splendida! Hai visitato molti luoghi indimenticabili, sicuramente conserverai tanti ricordi di questo viaggio nei prossimi anni : ) Compliemnti anche per le foto, ne hai scattate di davvero belle!

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